sabato 20 settembre 2008

Viaggio nel litorale domitio tra camorra e extracomunitari.


(L'ispettore Coliandro al ristorante cinese.)


Ingrata patria non avrai le mie ossa! Fu pronunciando questa frase che Publio Cornelio Scipione l'Africano, il generale che a Zama aveva sconfitto Cartagine, lasciò Roma per la sua villa di Liternum, frazione che oggi appartiene all'immenso territorio della popolosa Giugliano e da non confondere con la vicina villa Literno. E' qui che finiscono i leggendari campi Flegrei (Pozzuoli, Baia, Bacoli, Cuma, capo Miseno, il lago D'Averno e del Fusaro) e inizia, ta la provincia di Napoli e quella di Caserta, il litorale domitio.

Chilometri e chilometri di spiagge assecondano i campi coltivati tra un paese e l'altro. A lago Patria si allenano i più forti canottieri della nazionale che arrivano ogni giorno dai circoli di Napoli, anche se ora Davide TIZZANO, l'ex campionissimo, si dedica di più alla vela a bordo di "Mascalzone Latino".
Ogni paese ha le sue chicche. Certo, non come i campi Flegrei; ma anche il litorale domitio sa difendersi con i reperti archeologici di Literno e le bellissime Chiese romaniche di Sessa Aurunca.

A Castelvolturno, paese in cui si allena da quattro anni il Napoli calcio, sorge Villaggio Coppola. Per costruire questo ecomostro - esteso su una superficie di ben 48 km2 tra abitazioni, alberghi, Chiese, centri congresso, caserme, piscine, uffici e parchi gioco - non è servita nessuna concessione edilizia o autorizzazione paesaggistica, ma solo tanto cattivo gusto. Miracoli di un Sud che sa trasformare la bellezza in orrore.

Da Mondragone viene l'ex ministro delle Comunicazioni il finiano MARIO LANDOLFI, politico distratto cresciuto nello stesso palazzo di un camorrista ma che sostiene di non conoscere. Nel 2007 l'imprenditore Michele Orsi lo ha accusato di aver pilotato diverse assunzioni nella nettezza urbana del comune di Mondragone. Nulla di grave rispetto a ciò che fanno gli altri politici campani ma Landolfi è comunque stato indagato con l'accusa di corruzione e truffa, con l'aggravante di aver agevolato il clan La Torre, lo stesso del vicino che non conosce. Michele Orsi poi, anche perchè non aveva la scorta in quanto non ancora "collaboratore", è stato freddato a Casal di Principe lo scorso giugno. Sono i casi della vita, capita. Fatto sta che ora Landolfi è a processo senza il suo accusatore ed è un fastidio.

Negli ultimi 15 anni l'immigrazione - soprattutto dall'Africa - ha totalmente cambiato la qualità della vita nella zona. La camorra, infatti, ha trovato nuova manovalanza a basso costo per intensificare le sue attività nella prostituzione, nello spaccio di droga e nel capolarato. La convivenza tra immigrati e cittadini comuni si è fatta nel tempo sempre più complicata, tanto più che ultimamente bande di immigrati decidono di mettersi in proprio e i Casalesi, insofferenti verso chi non chiede nessuna autorizzazione, le freddano.
Vanno lette sotto questa ottica le pagine di cronaca nera che negli ultimi giorni hanno interessato Castelvolturno: il rischio d'impresa è nel gioco.

Solo la camorra decide chi può muoversi ed entro quali spazi sul mercato. Tanto più che ieri, dopo il raid punitivo nel quale sono stati uccisi sei spacciatori africani, è stato ammazzato anche il fratello di un affiliato ai Casalesi.

Un delitto difficile da interpretare e che non si comprende se legato o meno all'alla strage del giorno prima. Quel che è certo è che i Casalesi vogliono ristabilire l'ordine e punire gli insubordinati per non rischiare di perdere quote di mercato. Intanto la situazione si fa sempre più frizzante, visto che i cittadini campani - ormai minoranza tra gli immigrati - sono sempre più esasperati per una criminalità diffusa e uno stato italiano che continua a guardare passivamente.

Ubi camorra minor cessat.

Ernesto.

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