Quest’anno le elezioni per la rappresentanza studentesca e precisamente alla Consulta Provinciale hanno premiato ancora la compagine del “Blocco Studentesco”, ramificazione di Casa Pound – Costiera Futurista nelle scuole. Dopo le elezioni dell’anno scorso che hanno visto il Blocco eleggere i suoi candidati ancora in carica nel Liceo “E.Marini” e all’ITT “F.Gioia”, ora è stato eletto un rappresentante anche all’ITC –IPSAR “P.Comite”. Bonaventura Ferrara, 16 anni, eletto con 295 preferenze, la quasi totalità degli studenti votanti. Si conferma così a livello elettorale una presenza forte e radicata nelle scuole del territorio, oltre che su un piano di mobilitazione e interpretazione delle esigenze studentesche dimostrato in piazza con il recente corteo contro la riforma Gelmini e la protesta inscenata contro la sita che non si è ancora fermata. “Non abbiamo grandi pretese, vogliamo solo dare un contributo vero” afferma B.Ferrara, resp.del Blocco per la Costiera Amalfitana, “ La scuola sta cambiando tendenza, mentre la sinistra perbenista e sessantottina dei professori dorme e ripropone la sua naftalina noi ci imponiamo con la nostra adrenalina”.
Nella mattinata i ragazzi di “Blocco Studentesco” del Liceo E.Marini e dell’Itc “P.Comite” di Amalfi hanno inscenato un’azione simbolica di fronte al cancello d’ingresso del complesso scolastico di Via Grade Lunghe. È stato piazzato un materasso con uno“studente-fantoccio” che vi dorme sopra, con tanto di coperta. Lo striscione a fianco afferma: “A questo punto dormiamo qui…” La protesta studentesca fa infatti riferimento all’applicazione delle nuove normative sull’intolleranza dei 10 minuti di ritardo sugli ingressi ( 8.00 – 8.10), ma soprattutto ai nuovi orari SITA che costringono gli studenti a levatacce improponibili. Gli studenti provenienti da Praiano o Positano e in particolare da Agerola (pur costituendo una componente determinante degli iscritti agli istituti) sarebbero così penalizzati da dover prendere il bus alle 6.30 ( e quindi svegliarsi per lo meno alle 5.45) per ritrovarsi a scuola in orario… “Gli studenti devono essere il centro della vita scolastica e non l’oggetto passivo di norme applicate senza buonsenso e con superficialità che vanno contro i nostri stessi diritti” affermano i responsabili del Blocco: “A questo punto facciamo prima a impiantarci qui davanti per dormire la notte, tanto lo spazio può bastare. Quello che vogliamo è il ripristino dei vecchi orari sita e il ritorno dei dieci minuti di tolleranza”.
Questa mattina circa 400 studenti degli istituti "E.Marini" e "P.Comite" hanno sfilato per le strade di Amalfi confluendo in Piazza Duomo dove la testa del corteo si è trattenuta per alcuni minuti movimentando la mattinata. Gli studenti hanno così espresso il loro dissenso in merito alla riforma del Ministro Gelmini in particolare per quanto riguarda i tagli all'istruzione. Tra gli slogan e gli striscioni uno recita: "La riforma davvero? Libri di testo a costo zero...". Tutto si è svolto nella massima correttezza e serenitrà. A guidare e organizzare la protesta i ragazzi del Blocco Studentesco, ramo di Casa Pound - Costiera Futurista nelle scuole. Si conferma così la presenza e la crescita del Blocco negli istituti del territorio, segnando di fatto una vera e propria inversione di tendenza nell’impegno politico studentesco. Una presenza del resto già saltata fuori coi risultati alle elezioni studentesche dell’anno scorso e che tra breve si rimetterà in gioco per le prossime votazioni sia per le rappresentanze d’istituto che alla Consulta Provinciale.
2 GIUGNO, IANNONE (CPI): SOLONI DELLA SINISTRA IGNORANO COSTITUZIONE
2 GIUGNO, IANNONE (CPI): SOLONI DELLA SINISTRA IGNORANO COSTITUZIONE Roma, 2 giu - “Per i nostalgici dell'antifascismo ogni occasione è buona per rigurgitare le solite argomentazioni stantie”. Così Gianluca Iannone, presidente di CasaPound Italia, commenta le celebrazioni del 2 giugno, caratterizzate, continua il leader di Cpi, “da un isterico culto della Costituzione assurta al ruolo di libro sacro. Eppure gli stessi alfieri del 'patriottismo costituzionale' non sembrano particolarmente avvezzi alla lettura della Carta”. Per Iannone, infatti, “anche sorvolando sulle imbarazzanti figure di tanti soloni parlamentari che, interrogati dalle Iene proprio sugli articoli costituzionali, fecero scena muta, risulta evidente che chi a sinistra delira di una Carta basata sull'antifascismo non sa di che parla. Il primo articolo, infatti, recita chiaramente 'L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro'. Come noto, si tratta di una formula ideata da Amintore Fanfani per mediare fra liberali e comunisti. Fanfani, del resto, sapeva di che parlava dato che pochi anni prima aveva dato il suo fondamentale contributo alla 'Storia del lavoro' promossa dalle confederazioni fasciste dei lavoratori e approvata da Mussolini in persona. Lo stesso Manifesto di Verona della Rsi – continua Iannone – riportava una formula quasi identica al punto 9: 'Base della Repubblica Sociale e suo oggetto primario è il lavoro'. Negare che tutte queste esperienze riecheggino nella nostra Costituzione è negare l'evidenza”. Per il leader di CasaPound, inoltre, “andrebbe ricordato il mai applicato articolo 46, che recita: 'La Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende'. Un principio di schietta ispirazione socializzatrice che mai ha avuto applicazione, senza che nessuno degli attuali cultori della Carta si sia stracciato le vesti. Né comunisti e post-comunisti si fecero problemi a violare l'articolo 11 per bombardare la Serbia”. Per Iannone, insomma, “sorge il dubbio che i pasdaran della Costituzione abbiano letto solo la parte finale della Carta, quella che la stessa Assemblea Costituente chiamò 'transitoria' e che trovò tra i suoi esecutori più fedeli un conservatore liberticida e nemico dei lavoratori come Scelba, ormai il vero nume tutelare della sinistra reazionaria. Cosa che, se non altro, fa abbastanza ridere”.
In mattinata presso il porto di Maiori nella "Divina" costiera amafitana il Comitato per la Sanità ha organizzato un sit-in di protesta contro la chiusura del presidio ospedaliero di Castiglione di Ravello, unico punto di riferimento della zona per quanto concerne il primo soccorso. Alla manifestazione hanno aderito varie associazioni, tra cui ha spiccato per colore e presenza quella di "Costiera Futurista - CasaPound Italia" che ha avuto il merito di sensibilizzare molte persone sulla questione e premere per l’adesione giovanile all’iniziativa. Lo striscione portato dagli attivisti recitava: “- Meno sprechi + Più efficienza: Senza Ospedale Costiera Medievale”. "In effetti la mancanza di una struttura come quella di Castiglione - afferma Matteo Cobalto, responsabile CF-CPI - determinerebbe un significativo passo indietro per la costiera. Nonostante le innegabili inefficienze e gli sprechi a cui purtroppo abbiamo assistito non si può negare alla popolazione un servizio di tale importanza, penalizzandola come sempre accade per cose di cui non ha colpa. Noi - conclude Cobalto - siamo stati presenti in strada, come sempre, per tematiche sociali a fianco dei cittadini. L’unica ambizione e speranza è quella di poter coinvolgere e stimolare alla partecipazione la gioventù locale e, quindi, il futuro di questo territorio."
NELLA FOTO SOPRA SI VEDE PERFETTAMENTE LA DIFFERENZA TRA LA ''GIOVINEZZA PRIMAVERA DI BELLEZZA DEL BLOCCO'' E IL CARROZZONE DI DISPERATI DEGLI ANTIFA
Lì solo rabbia, qui dal blocco è una festa
Una festa. Dalle 9 alle 14 di venerdì 7 nell'imponente piazza Esedra un via vai continuo di giovanissimi, di giovani e anche di meno giovani ha animato la manifestazione del Blocco Studentesco a Roma. Più di duemila persone sono state costantemente presenti, a queste si aggiunge un via vai difficilmente quantificabile che porta il totale dei partecipanti probabilmente al di sopra delle tremila unità. A debita distanza la concentrazione nazionale degli antifa, di quelli che hanno un solo obiettivo nella vita: implorare la repressione e provare a far togliere i diritti a chi non la pensa come loro. Erano venuti da varie città dopo una convocazione continua, ossessiva e assillante ma con scarsi risultati: non erano forse nemmeno cinquecento. La piazza SS.Apostoli è piccola; le autorità gliel'avevano destinata prevedendo giustamente un loro scarso successo di mobilitazione. Ma in questo i vigilantes di mammà hanno superato le previsioni tanto che alla fine la stessa piazzetta gli è stata tolta per una buona metà perché le loro sparute truppe dalla maschera truce non intralciassero il traffico pedonale. In linea con i loro burattinai, i bulletti impuniti hanno cercato di avvelenare l'aria e di offrire così un messaggio che i loro complici nei media – sempre meno numerosi - hanno provato a veicolare: quello di due gruppi contrapposti tenuti a distanza da una polizia guardinga. Invece, come hanno notato i giornalisti del Manifesto e de Gli Altri presenti alla concentrazione del Blocco Studentesco qui non si respirava alcuna tensione, alcuna ostilità, neppure alcun anticomunismo. Del resto questi a differenza dei loro negatori, e non solo di essi, non sono mai “anti” ma sempre e solo “per”. Protagonisti più che antagonisti, propositivi e non piagnoni. Difatti non poteva non notarsi che da una parte c'era chi cerca d'impedire a dei giovani di pensare, di manifestare, di esprimersi; dall'altra invece chi canta, sorride, sogna, propone e soprattutto vive. Da una parte c'erano quelli che vorrebbero annientare chi – a loro giudizio – non ha il diritto di vivere (e che non esitano a pugnalare quando capita), dall'altra c'era chi non li pensa proprio e se ne frega di queste meschinità. Da una parte c'erano quelli cresciuti a furia di “signora maestra Pierino è stato cattivo”. E che si lamentano perché “Pierino è evidentemente protetto dal preside” anche se il preside ha appena firmato, in modo invero annoiato, il loro proclama contro Pierino. Dall'altra Pierino scherza, gioca a pallone, suona la chitarra e va a spasso con le ragazze. Lo hanno notato tutti i presenti ed anche i giornalisti. Tra questi a bun uso c'era una provocatrice, una collaboratrice di Santoro, che ha cercato in tutti i modi di creare incidenti. Sapendo come si fa, in virtù di un'evidente buona istruzione da agit-prop, ha provato ad inventare – e mandare quindi in onda - di sana pianta climi tesi, giocando all'isterica, andando in escandescenze in ogni circostanza, cercando di chiamare a testimoni gli astanti del clima in cui era “costretta” a operare. Non ha avuto fortuna: si è ritrovata isolata dai suoi stessi colleghi che di fronte a tanta sfrontata simulazione scuotevano la testa. Fino al colpo di scena che dubitiamo vada in onda su Anno Zero aut similia Uno studente di sinistra, presente come svariati altri alla festa del Blocco, con un Che Guevara impresso sulla maglietta le ha improvisamente chiesto: “ma perché mai io posso essere comunista e loro non possono essere fascisti?” “Perché – ha ribadito la provocatrice – qui si respira un clima di violenza”. “Macché! Io con questa maglietta posso tranquillamente girare in questa piazza durante la loro manifestazione; chi portasse una maglietta del Blocco nell'altra verrebbe sicuramente aggredito”. Sorrisi dei giornalisti delle altre testate e smorfia della provocatrice mancata cui non resta che montare un pezzo di assoluta fantasia per provare a intorbidire le acque, sempre che i suoi non le suggeriscano nel frattempo di lasciar perdere. Come a suggello dell'affermazione dello studente di sinistra, quando la gente sfilava allegra via dalla piazza e contenta per la festa di libertà e di gioventù, un gruppo di antifa nascostosi in un fast food ha provato ad aggredire due manifestanti isolati ma al momento di giungere al contatto, avendo una superiorità di solo cinque a uno, ha perso coraggio ed ha effettuato un gloriosissimo dietro-front. La ciliegina sulla torta di un flop globale, già annunciato del resto alla vigilia dal serrate trasversale di politici, intellettuali, artisti, a favore della libertà contro l'oscurantismo paleolitico delle vestali dell'odio e dell'invidia. Un flop da una parte ed un successo dall'altra. Inaccettabile per alcuni. A dire il vero a cercare di metterci una pezza, a provare a stravolgere la verità, a sobillare e a calunniare non sono rimasti in molti. L'ultima carta l'hanno giocata i dipietrini chiedendo ovviamente divieti e incriminazioni per delitti di pensiero. Questi maniaci di Lynch sembrano l'ultimo sostegno rimasto ai facinorosi assetati di sangue. A unirli è un disagio spirituale e mentale che si esprime nella richiesta ossessiva del male altrui. Biliosi e inaciditi, questi però provocano dei magnetismi negativi, tanto che da quando si sono autodefiniti “popolo viola” la Fiorentina che fino ad allora andava con il vento in poppa è finita in un baratro. La gente incattivita e impotente porta jella. Con la vittoria morale ed esistenziale del Blocco Studentesco la contrapposizione che gli antifa rossoviolacei volevano generare è però andata comunque a ramengo. Resta soltanto in piedi quella che esiste tra le patologie di questi ultimi e l'operato degli psichiatri e degli psicanalisti che dovranno occuparsi di loro. Non sappiamo se la giovinezza andrà davvero al potere ma sappiamo di certo dove si respira aria giovane e dove invece c'è lezzo di decomposizione e necessità di efficaci terapie sanitarie che ci auguriamo abbiano effetto perché questi infelici non li odiamo e ci piacerebbe vederli nuovamente risvegliati alla vita e alla primavera.
NOI DEL BLOCCO COSTIERA COME SEMPRE ERAVAMO Lì PRESENTI A QUESTA STUPENDA FESTA