Visualizzazione post con etichetta storace. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta storace. Mostra tutti i post

venerdì 7 novembre 2008

lunedì 3 novembre 2008

O OBAMA, O MORTE!

di FRANCESCO STORACE.

Domani l’America va a votare, ed è ovviamente un evento atteso in tutto il mondo. Ho un’opinione tutta mia sulle elezioni statunitensi, che coincide con una speranza di fine dell’unilateralismo. Ma non solo. Credo di avere il dovere di dirla qui, sul blog che reca il mio nome.

Se vince McCain, la triste storia della gendarmeria mondiale continua.
Immaginiamo già la Palin in giro per il mondo a sparare cannonate contro chiunque rifiuti l’unicità di pensiero
.

Se vince Obama, è una rivoluzione, E non per il colore della pelle, come sciaguratamente disse l’attuale presidente della Camera qualche mese prima delle elezioni politiche, ma per la portata rivoluzionaria di idee che faticano a farsi strada nel mondo contaminato dalla smania privatizzatrice.
Provino a leggere, i cantori italiani di George W. Bush, i discorsi pronunciati da questo senatore di colore proveniente dall’Illinois e affermatosi grazie alla potenza comunicativa della rete.
Non ricorda certo politici di questa Italia un presidente che afferma che “il governo deve lavorare per noi, non contro di noi. Deve garantire le opportunità non solo ai più ricchi e influenti, ma a tutti gli americani che hanno voglia di lavorare”.
E cambiamento, secondo Barack, vuol dire che prima di quelli abituati a privatizzare i profitti e a socializzare le perdite, vengono quelli della spina dorsale: “Un sistema fiscale che non premi i lobbisti che hanno contribuito a farlo approvare, ma i lavoratori americani e le piccole imprese. Il mio programma prevede tagli fiscali del 95% a beneficio delle famiglie dei lavoratori. In questa situazione economica l’ultima cosa da fare è aumentare le tasse che colpiscono il ceto medio. E per l’economia, per la sicurezza e per il futuro del pianeta prendo un impegno preciso: entro dieci anni sarà finita la nostra dipendenza dal petrolio del Medio Oriente. Da presidente sfrutterò le nostre riserve di gas naturale, investirò nel carbone pulito e nel nucleare sicuro. Inoltre investirò 150 miliardi di dollari in dieci anni sulle fonti energetiche rinnovabili: energia eolica, energia solare, biocombustibili”.

Sistemati i profeti delle rottamazioni nazionali, c’è spazio per politiche sociali, da segnalare all’Italia che individua gli studenti e gli insegnanti come nemici e i malati come un costo: ”È giunto il momento di tenere fede all’obbligo morale di garantire una istruzione adeguata a tutti i bambini. Assumerò un esercito di nuovi insegnanti pagandoli meglio e appoggiandoli nel loro lavoro. È giunto il momento di garantire l’assistenza sanitaria a tutti gli americani. È giunto il momento di garantire ai lavoratori il congedo per malattia retribuito, perché in America nessuno dovrebbe scegliere tra mantenere il lavoro o prendersi cura di un figlio o di un genitore ammalato”.

Presidente Fini, è il colore delle idee quello che conta, almeno in America, e non quello della pelle…
Lo dica a Tremonti, Brunetta, Gelmini e compagnia…

lunedì 22 settembre 2008

Fini ha legittimato chi ha aggredito i militanti de La Destra.

“Era prevedibile una ripresa dell’antifascismo militante dopo lo sciagurato balletto messo in scena da Alleanza nazionale: ai nostri ragazzi esprimo solidarieta’ e dico loro che non sono soli”. Lo afferma Francesco Storace, segretario nazionale de “La Destra”, dopo che a Palermo, nella notte tra sabato e domenica, sono stati presi a sprangate alcuni giovani militanti del suo movimento.
“Autori dell’eroica impresa, di cui non c’e’ traccia sui media nazionali - aggiunge Storace - una quarantina di teppisti di un centro sociale della citta’ e uno dei nostri ragazzi si e’ visto applicare dodici punti di sutura in testa. E’ dovere del questore di Palermo procedere immediatamente a mettere in condizioni di non nuocere i responsabili della vigliacca aggressione che, con conseguenze minori, si era registrata gia’ una settimana fa”.

sabato 20 settembre 2008

Storace: un valore è la giustizia sociale, non l'antifascismo

(ANSA) - BOLOGNA, 20 SET - «L’antifascismo ha rappresentato anche qualcosa di profondamente negativo, pensiamo a quello che è successo in Emilia-Romagna nel secondo dopoguerra: non si può elevare a valore positivo». Lo sostiene Francesco Storace, leader della Destra, intervenuto ad un incontro con i dirigenti locali del partito a Bologna. «Noi definirci antifascisti? Neanche per idea, è un dibattito in cui Alleanza nazionale ha fatto le capriole, prima di precipitarsi nel Pdl - ha detto -. Noi non rinneghiamo il passato dei nostri padri, e lavoriamo per il futuro dei nostri figli: crediamo che ci si possa sentire democratici senza l’obbligo di sentirsi antifascisti. Il valore positivo non è l’antifascimo, ma la democrazia, la giustizia sociale, la libertà». A chi gli chiedeva se Fini creda veramente nelle parole pronunciate nei giorni scorsi sul fascismo, Storace ha tagliato corto: «Credere è una parola grossa per Fini…». (ANSA