giovedì 11 dicembre 2008

Universale. La dichiarazione ma i Diritti Umani non sono invece per tutti. La lettera aperta



Sono trascorsi, ormai, sessant'anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.Leggendo il testo della Dichiarazione, provo sentimenti contrastanti. Rispetto, ammirazione, condivisione totale per quanto in essa sancito: i diritti inalienabili di ogni individuo senza discriminazioni di sorta. Ma è difficile, poi, frenare l'angoscia quando penso ai tanti uomini e donne che, ancora oggi, non godono appieno di questi diritti.Ai molti bambini che ancor prima di nascere, ne sono già privi ...A tutti coloro i quali subiscono una guerra. A coloro che vorrebbero una vita semplice e dignitosa ma che a causa dei conflitti, dell'essere povero, delle malattie, della privazione della propria libertà, si vedono negata la vita stessa. Oggi è un giorno nel quale provo anche amarezza per i bambini di Gaza e per chi non conosce diritti ma, nello stesso tempo spero che il 10 dicembre, in un tempo non troppo lontano, diventi il giorno della celebrazione dei diritti riconosciuti ed esercitati da tutti, dei diritti dati per scontato per ognuno.

Un cordiale saluto,Dr. Yousef Salman

Delegato della Mezza Luna Rossa Palestinese in Italia


La cosa che fa ancora più rabbia e che molte volte questi diritti vengono calpestati proprio da chi si riempie la bocca con parole come ''domecrazia e libertà''

mercoledì 10 dicembre 2008

martedì 9 dicembre 2008

ANZIO. In edicola il lavoro di Daniele Lembo sull’eroica difesa dell’Italia dall'invasione degli occupanti

Gli anglo americani nella loro avanzata lungo la penisola italiana, nel novembre 1943, vengono fermati per lunghi mesi dalla “Gustav”. Si tratta di una serie di opere fortificate che si dispiegano, per 120 km, da Minturno, a sud di Gaeta, fino alla costa Adriatica, a sud di San Vito/Ortona. Il vero punto focale della Gustav è Montecassino che costituisce, per gli Alleati che avanzano dal sud, il catenaccio che chiude l’accesso alla piana pontina e quindi a Roma. Il Monte è stato trasformato dai tedeschi in una fortezza naturale, realizzando postazioni per mitragliatrici e cannoni e campi minati. L’attacco a Montecassino viene sferrato il 17 gennaio ’44, dando l’avvio alla prima di quelle che saranno le “quattro battaglie p er Montecassino”. Gli anglo americani, bloccati per mesi dalla Gustav, progettano uno sbarco alle terga della linea fortificata, da effettuarsi sulle coste di Anzio e Nettuno, cittadine che all’epoca sono unite nell’unico comune di Nettunia. Lo sbarco sul litorale, quindi, viene deciso a causa di una intollerabile situazione di stasi sulla Gustav e si cerca, con quest’operazione, che prenderà il nome di “Operazione Shingle”, di tagliare i rifornimenti in uomini e materiali alle spalle dei tedeschi che combattono a Montecassino. La preparazione alla “Shingle” ha inizio il 17 gennaio ’44 con violenti bombardamenti sulla costa. Solo nella notte del 22 gennaio 1944, alle 2.00 del mattino, gli angl o americani, supportati da un nutrito fuoco dal mare e da sessanta squadroni aerei fanno sbarcare, mediante 241 mezzi da sbarco, il 6° Corpo d’Armata, comandato dal Ten. Gen. John P. Lucas. Nelle prime ventiquattro ore vengono messi a terra 36.034 uomini e 3.000 veicoli di vario tipo ma nei giorni seguenti l’afflusso di uomini e mezzi sembra inarrestabile. I tedeschi, che hanno trasferito la quasi totalità delle loro truppe sulla Gustav, non hanno nulla da opporre allo sbarco. Gli angloamericani del gen. Lucas invece di sfruttare la sorpresa ed avanzare, si fermano sulla costa, cosa che al comando germanico da la possibilità di reagire alla situazione. Nell’immediatezza dello sbarco il gen. Kesselring, per tamponare la falla e creare un velo di truppe, ordina il trasferimento in zona di alcuni reparti della 4° Divisione paracadutisti, della Divisione Herman Goering, della 3° Panzer Grenadier e della 71° Divisione di fanteria.. Successivamente, l’alto comando tedesco attua il piano Richard, che prevede il trasferimento sul fronte di Anzio di riserve che affluiscono dal Nord Italia, dalla Francia, e dai Balcani. Gli anglo americani, che avrebbero voluto con la “Shingle” risolvere il blocco di Montecassino, finiscono invece ad impantanarsi.. Sono fermi sulla costa pontina, non riescono ad avanzare e, ad ogni piè sospinto, sembra che i tedeschi siano sul punto di ributtarli a mare. Il commento di Churchill, sulla situazione venutasi a creare, sarà a dir poco caustico: & ldquo; avevo sperato – dirà lo statista inglese - di lanciare sulla spiaggia di Anzio un gatto selvatico, mentre invece ci troviamo sulla riva con una balena arenata.” Il comando alleato, per risolvere il problema rimuoverà il gen. Lucas, sostituendolo con il generale Truscott. Rommel, al posto di Lucas, con gli stessi uomini e con gli stessi carri armati, non incontrando resistenza, dopo due giorni sarebbe già arrivato a Roma. Il nuovo comandante alleato il 23 maggio darà l’avvio avvio all’operazione “Buffalo” che ha come obiettivo Cisterna di Latina. L’attacco viene spinto sul tratto di fronte che va dal canale Mussolini fino a Carano. Lo strapotere alleato è inarrestabile e il 25 maggio la cittadina pontina, che è ridotta ad un cumulo di macerie, viene presa. La battaglia per Cisterna si rivela un nodo cruciale nella strategia alleata. Infatti, la conquista di questa piccola città laziale consentirà al 6° Corpo d’Armata di riunirsi alle avanguardie americane del 2° Corpo d’Armata che, reduci da Montecassino, stanno sopraggiungendo da Terracina. Il 4 di giugno gli anglo americani entreranno a Roma, dove verranno accolti da un pugno di figuranti comunisti che acclamerà i liberatori. I filmati sono volutamente privi di sfondo per lasciar credere che la cinquantina di collaboranti col nemico fossero una folla.
Parte del nuovo lavoro editoriale di Lembo è dedicato ai reparti della R.S.I. sul fronte di Anzio, argomento troppo spesso dimenticato dagli storiografi. Non tutti gli italiani saranno lieti di essere liberati dagli alleati. Agli scontri sul litorale pontino parteciperanno anche i primi reparti organici italiani appartenenti alle forze armate della Republica Sociale Italiana. Si avvicenderanno, tra il gennaio e il giugno 1944, migliaia di militari della R.S.I. Nella difesa della Capitale, in quella che andrà sotto il nome di “battaglia pe r Roma”, saranno impegnati il
il Battaglione di fanteria di Marina “Barbarigo”, il Gruppo di artiglieria di Marina “San Giorgio e i motoscafi d’assalto i MAS della X° Flottiglia MAS. Inoltre, il Reggimento Arditi Paracadutisti “Folgore”; (1° Btg. “Folgore”, 2° Btg. “Nembo” 3° Btg. “Azzurro”), il Battaglione di formazione paracadutisti “Nembo”, il Gruppo Aerosiluranti “Carlo Emanuele Buscaglia” poi denominato Faggioni”, il 2° Battaglione Legionario SS, il 1° Battaglione Esplorante Legionario SS “Debica” e alcuni reparti minori. Di questi italiani ben 576 resteranno sul suolo della pianura pontina, altri 765 saranno i feriti.
Per chi volesse saperne di più “ANZIO” collana WAR SET - Delta Editrice, 40 pagine riccamente illustrate a colori.
In edicola al prezzo di euro 6,8.

Per chi non lo sapesse lembo è di minori anche se lavora nel lazio, in futuro spero si riesca a organizzare una presentazione del libro proprio in costiera.

lunedì 8 dicembre 2008

Tora Tora Tora 7 dicembre 1941 – 7 dicembre 2008. Il sole squarcia le nebbie

Il 7 dicembre 1941 il Giappone, dopo aver incassato una serie di logoranti vessazioni e diktat dal tracotante Roosevelt, presidente degli Stati Uniti e portaparola di una banda di affaristi guerrafondai, attaccava nel Pacifico, alle Hawaii, la base navale di Pearl Harbour . Iniziava uno scontro di civiltà fra l’Impero del Sole e l’Imperialismo tenebroso.

- “Il valore della vita, nei confronti dell’assolvimento del proprio dovere, ha il peso di una piuma”
proverbio giapponese.









Dedico questo anime a quegli eroi che con il loro sacrificio andavano schiantarsi contro le portaerei americane per la grandezza del giappone imperiale!Banzaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaiiiiiiiiiiiiiii iii!!!!!!!!!!!!!!!!Onore a loro!

venerdì 5 dicembre 2008

Proposta Casa Pound sulla maternità





Il comitato “Tempo di essere madri” nasce per garantire, a tutte le donne che vogliono vivere la maternità come una scelta libera e non come una “zavorra”, la possibilità di non dover rinunciare ad un’esistenza dignitosa e serena, la possibilità di lavorare al meglio e in base alle proprie capacità, la possibilità di vivere e crescere i propri figli.Il progetto prevede la riduzione, per le donne con figli di età compresa tra 0 e 6 anni, del consueto orario lavorativo da 8 ore a 6 ore al giorno.

La retribuzione resterà invariata: l’85% sarà garantito dal datore di lavoro, il restante 15% sarà a carico dello Stato.A decorrere dal sesto anno di vita del bambino la mamma potrà scegliere di continuare a lavorare 6 ore a giorno, rinunciando però al contributo statale del 15%.

Resta salva la possibilità per una donna di tornare al full-time qualora lo desiderasse.Il beneficio può essere esteso anche al padre , ma non può riguardare ambedue i genitori.

Al centro della proposta il ruolo della donna nella sua interezza e completezza, nella sua essenza più bella, nella grande potenzialità umana e sociale che esprime.

Al centro della proposta “il bambino” che merita amore ed attenzione e che ha bisogno di essere seguito dalla famiglia nel proprio percorso di crescita.

Il comitato “Tempo di essere madri” nasce anche con la volontà di affrontare tutte le problematiche lavorative legate alla maternità e di combattere tutte le situazioni di ingiustizia sociale che caratterizzano il mondo del lavoro, in particolare il precariato.

giovedì 4 dicembre 2008

Salerno Futurista da’ il benvenuto a Beppe Grillo

"Salerno Futurista - Casapound Italia" ed il "Blocco Studentesco" questa notte han voluto dare il benvenuto a Beppe Grillo. I muri delle vie limitrofe il palasele di Eboli dove si tiene stasera lo spettacolo “Delirio” del comico genovese, sono stati tappezzati con un piccolo pro-memoria per Grillo e uno striscione che recita "Grillo ... Sparlante".

Ricordiamo ancora all’indomani degli ormai noti fatti di Piazza Navona le diffamazioni piovute sui ragazzi del Blocco Studentesco soprattutto, da parte di chi, dovrebbe limitarsi a fare il proprio lavoro, invece di inventarsi detective armato di cerchi rossi alla ricerca di presunti infiltrati.

Abbiamo screditato quella tesi, abbiamo dato prove certe della verità di Piazza Navona, ma ancora manca qualcosa. Mancano le scuse, da parte del signor Beppe Grillo, per aver diffamato dei ragazzi e soprattutto aver soffiato sul fuoco, cercando di inasprire un clima politico funzionale alla strumentalizzazione della sinistra nei cortei studenteschi.

"E' inammissibile" - afferma Guido D'Amore segretario di Salerno Futurista - " che questo signore che si è auto-proclamato capopopolo ( cosa smentita dal fatto che non riesce nemmeno a raccogliere le firme per un referendum infatti quelle da lui portate sono in gran parte irregolari ) lanci accuse da un pulpito senza nemmeno interessarsi della veridicita' delle stesse".

Chiediamo dunque che Beppe Grillo, tramite il suo blog e lo spettacolo di questa sera, faccia pubblica ammenda riconoscendo, con onestà intellettuale l’errore commesso chiedendo pertanto scusa al Blocco Studentesco.

CONCERTO A NAPOLI 13/12/2008 Rock sul golfo