venerdì 3 dicembre 2010
domenica 28 novembre 2010
UFFICI INPS A MINORI: NUOVO BLITZ
Quattro pecorelle di cartone, una in fila all'altra, lasciate di fronte l'ingresso dell'ufficio INPS a Minori. Nella zampetta trattengono ciascuna un foglio per la richiesta di disoccupazione. A fianco delle pecore campeggia lo striscione: "Non ci sta più beee...ne!". Questa la nuova provocazione inscenata nella nottata dai militanti di Costiera Futurista- Casa Pound Italia.
Innanzitutto precisiamo che questa protesta non è rivolta assolutamente all' Inps e i suoi dipendenti che, anzi, stimiamo e apprezziamo profondamente per il loro lavoro a fianco del cittadino. L'azione simbolica è piuttosto diretta agli imprenditori e i datori di lavoro del settore turistico della costiera amalfitana che, come ogni anno, nonostante le buone condizioni economiche precedute da lamenti allarmistici, riducono il lavoratore medio allo stato ovino. Assistiamo infatti ad un tipo di lavoro precario fin troppo spesso in nero, a condizioni di contratto non rispettate e orari flessibili con paga leggera, rigorosamente senza nessuna tutela sindacale, e come epilogo alle assurde processioni-pascoli che puntualmente a fine stagione si accalcano a questi sportelli per la richiesta di disoccupazione, concepita talvolta come un favore concesso da chi da il lavoro più che un diritto di base stesso.
Ci sono lavoratori che preferiscono brucare e tirare avanti, noi intendiamo stimolare chi invece comincia a pensare che tutto questo non gli stia più beee..ne. La prospettiva è che assumano una precisa coscienza di categoria e si concretizzi gradualmente un percorso concreto attraverso unità e azione, con l'obbiettivo di abbattere quegli squilibri sociali di sempre che, prima di altre cose, incatenano e mortificano questo territorio.
Il Responsabile Costiera Futurista - Casa Pound
Matteo Cobalto
giovedì 28 ottobre 2010
ELETTO RAPPRESENTANTE BLOCCO ALLA CONSULTA PROVINCIALE
Quest’anno le elezioni per la rappresentanza studentesca e precisamente alla Consulta Provinciale hanno premiato ancora la compagine del “Blocco Studentesco”, ramificazione di Casa Pound – Costiera Futurista nelle scuole. Dopo le elezioni dell’anno scorso che hanno visto il Blocco eleggere i suoi candidati ancora in carica nel Liceo “E.Marini” e all’ITT “F.Gioia”, ora è stato eletto un rappresentante anche all’ITC –IPSAR “P.Comite”. Bonaventura Ferrara, 16 anni, eletto con 295 preferenze, la quasi totalità degli studenti votanti.
Si conferma così a livello elettorale una presenza forte e radicata nelle scuole del territorio, oltre che su un piano di mobilitazione e interpretazione delle esigenze studentesche dimostrato in piazza con il recente corteo contro la riforma Gelmini e la protesta inscenata contro la sita che non si è ancora fermata.
“Non abbiamo grandi pretese, vogliamo solo dare un contributo vero” afferma B.Ferrara, resp.del Blocco per la Costiera Amalfitana, “ La scuola sta cambiando tendenza, mentre la sinistra perbenista e sessantottina dei professori dorme e ripropone la sua naftalina noi ci imponiamo con la nostra adrenalina”.
tratto da Positanonews
lunedì 25 ottobre 2010
Protesta del Blocco 23.10.10
Nella mattinata i ragazzi di “Blocco Studentesco” del Liceo E.Marini e dell’Itc “P.Comite” di Amalfi hanno inscenato un’azione simbolica di fronte al cancello d’ingresso del complesso scolastico di Via Grade Lunghe.
È stato piazzato un materasso con uno“studente-fantoccio” che vi dorme sopra, con tanto di coperta. Lo striscione a fianco afferma: “A questo punto dormiamo qui…”
La protesta studentesca fa infatti riferimento all’applicazione delle nuove normative sull’intolleranza dei 10 minuti di ritardo sugli ingressi ( 8.00 – 8.10), ma soprattutto ai nuovi orari SITA che costringono gli studenti a levatacce improponibili. Gli studenti provenienti da Praiano o Positano e in particolare da Agerola (pur costituendo una componente determinante degli iscritti agli istituti) sarebbero così penalizzati da dover prendere il bus alle 6.30 ( e quindi svegliarsi per lo meno alle 5.45) per ritrovarsi a scuola in orario…
“Gli studenti devono essere il centro della vita scolastica e non l’oggetto passivo di norme applicate senza buonsenso e con superficialità che vanno contro i nostri stessi diritti” affermano i responsabili del Blocco: “A questo punto facciamo prima a impiantarci qui davanti per dormire la notte, tanto lo spazio può bastare. Quello che vogliamo è il ripristino dei vecchi orari sita e il ritorno dei dieci minuti di tolleranza”.
Tratto da Positanonews.it
venerdì 8 ottobre 2010
CORTEO CONTRO GELMINI AD AMALFI: IL BLOCCO STUDENTESCO GUIDA LA PROTESTA





Questa mattina circa 400 studenti degli istituti "E.Marini" e "P.Comite" hanno sfilato per le strade di Amalfi confluendo in Piazza Duomo dove la testa del corteo si è trattenuta per alcuni minuti movimentando la mattinata. Gli studenti hanno così espresso il loro dissenso in merito alla riforma del Ministro Gelmini in particolare per quanto riguarda i tagli all'istruzione. Tra gli slogan e gli striscioni uno recita: "La riforma davvero? Libri di testo a costo zero...". Tutto si è svolto nella massima correttezza e serenitrà.
A guidare e organizzare la protesta i ragazzi del Blocco Studentesco, ramo di Casa Pound - Costiera Futurista nelle scuole. Si conferma così la presenza e la crescita del Blocco negli istituti del territorio, segnando di fatto una vera e propria inversione di tendenza nell’impegno politico studentesco. Una presenza del resto già saltata fuori coi risultati alle elezioni studentesche dell’anno scorso e che tra breve si rimetterà in gioco per le prossime votazioni sia per le rappresentanze d’istituto che alla Consulta Provinciale.
martedì 15 giugno 2010
mercoledì 2 giugno 2010
R.S.I. unica vera repubblica

2 GIUGNO, IANNONE (CPI): SOLONI DELLA SINISTRA IGNORANO COSTITUZIONE
2 GIUGNO, IANNONE (CPI): SOLONI DELLA SINISTRA IGNORANO COSTITUZIONE
Roma, 2 giu - “Per i nostalgici dell'antifascismo ogni occasione è buona per rigurgitare le solite argomentazioni stantie”. Così Gianluca Iannone, presidente di CasaPound Italia, commenta le celebrazioni del 2 giugno, caratterizzate, continua il leader di Cpi, “da un isterico culto della Costituzione assurta al ruolo di libro sacro. Eppure gli stessi alfieri del 'patriottismo costituzionale' non sembrano particolarmente avvezzi alla lettura della Carta”. Per Iannone, infatti, “anche sorvolando sulle imbarazzanti figure di tanti soloni parlamentari che, interrogati dalle Iene proprio sugli articoli costituzionali, fecero scena muta, risulta evidente che chi a sinistra delira di una Carta basata sull'antifascismo non sa di che parla. Il primo articolo, infatti, recita chiaramente 'L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro'. Come noto, si tratta di una formula ideata da Amintore Fanfani per mediare fra liberali e comunisti. Fanfani, del resto, sapeva di che parlava dato che pochi anni prima aveva dato il suo fondamentale contributo alla 'Storia del lavoro' promossa dalle confederazioni fasciste dei lavoratori e approvata da Mussolini in persona. Lo stesso Manifesto di Verona della Rsi – continua Iannone – riportava una formula quasi identica al punto 9: 'Base della Repubblica Sociale e suo oggetto primario è il lavoro'. Negare che tutte queste esperienze riecheggino nella nostra Costituzione è negare l'evidenza”. Per il leader di CasaPound, inoltre, “andrebbe ricordato il mai applicato articolo 46, che recita: 'La Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende'. Un principio di schietta ispirazione socializzatrice che mai ha avuto applicazione, senza che nessuno degli attuali cultori della Carta si sia stracciato le vesti. Né comunisti e post-comunisti si fecero problemi a violare l'articolo 11 per bombardare la Serbia”. Per Iannone, insomma, “sorge il dubbio che i pasdaran della Costituzione abbiano letto solo la parte finale della Carta, quella che la stessa Assemblea Costituente chiamò 'transitoria' e che trovò tra i suoi esecutori più fedeli un conservatore liberticida e nemico dei lavoratori come Scelba, ormai il vero nume tutelare della sinistra reazionaria. Cosa che, se non altro, fa abbastanza ridere”.
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